

Micovit
Biotech applicate alla micorrizazione della vite in vivaio e sistemi di rilevamento della
performance di piante micorrizate in vigneto su base geomatica
Ci troviamo a Gradoli, nel comprensorio del lago di Bolsena, un territorio ad alta vocazione agricola e viticola in particolare. Qui da secoli grazie alla mitezza del clima e soprattutto alla fertilità dei suoli vulcanici crescono dei vitigni che producono prodotti enologici di riconosciute qualità. In questo contesto il progetto di ricerca applicata Micovit ha sviluppato un’innovazione di prodotto ovvero del materiale di propagazione della vite migliorato dal punto di vista della qualità vivaistica e un’innovazione di processo di moltiplicazione basato sulla micorrizazione ovvero l’induzione di una simbiosi tra l’apparato radicale della vite e i funghi micorrizici naturalmente presenti nel suolo. Il progetto si è completato con il monitoraggio sito-specifico della performance delle barbatelle trattate e del vigneto modello (lo stesso dal quale è stato ricavato il materiale per la micorizzazione) con un sistema prototipale di tecnologia proximal sensing (non distruttiva) integrata a tecnologia di remote sensing (rover terrestre) in grado di spazializzare le performance vegeto produttive delle piante, al trapianto e nel corso del loro sviluppo, e di valutarne la loro interazione con il simbionte in un’ottica di gestione di “precisione” del vigneto. Le ricadute del progetto di ricerca vanno in direzione di una sempre più elevata qualificazione del settore vitivinicolo nazionale ma soprattutto nel senso di promuovere la resistenza e la resilienza della viticoltura in un contesto ambientale caratterizzato da profondi mutamenti – dai cambiamenti climatici al degrado degli ecosistemi all’inaridimento del suolo e la perdita della sua fertilità – effetti negativi che possono essere ampiamente mitigati dalla presenza delle micorrize.
TEMPO DI ASCOLTO: xxxxxxxx
DATA DI AVVIO: 15/04/2021
DATA DI COMPLETAMENTO: 14/04/2023
DURATA: 24 mesi
SITO WEB: www.micovit.it
FINANZIAMENTO: Il progetto è stato finanziato con un contributo di 147.367,51 euro dal Programma Operativo Regionale POR FESR 2014-2020 Azione 1.2.1 della Regione Lazio
CAPOFILA:
Dipartimento per la Innovazione nei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali (DIBAF) – Università degli Studi della Tuscia
PARTENARIATO:
CREA-AA Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente – sede di Roma
PRINCIPALI PORTATORI DI INTERESSE: I settori integrati nel progetto spaziano da quello vivaistico (le aziende vivaistiche possono dotarsi di strumenti biotecnologici in grado di certificare la micorrizazione delle piante prodotte aumentando la loro competitività a livello nazionale e comunitario) a quello produttivo (aziende viti-vinicole) e, previo collaudo, anche alle altre filiere agroalimentari (orticola, frutticola, forestale) e favoriscono sinergie tra comparti d’eccellenza della Regione Lazio: agrifood, aerospazio (Rover, UAV, Sensoristica e intelligenza artificiale), energia e ambiente (agro-ecologia e mitigazione delle emergenze climatiche). Si valorizzano inoltre l’agrobiodiversità e l’ambiente delle aree interne come il territorio dell’Alto Lazio (comprensorio del lago di Bolsena) dove vitigni autoctoni e microbioma del suolo rappresentano risorse strategiche per l’affermazione di modelli agricoli multifunzionali.